Grand Doll

A cura di Emy

Titolo Originale: Grand Doll

Edizione italiana: inedito. 

Edizione francese: Vol 11 di Histoires pour tous; 2009, Akata Delcourt, 8.50 euro; 232 pp.

Edizione originale: 1968, Shueisha, volume unico.




Histoires pour tous (Storie per tutti) è l'edizione francese corrispondente alla raccolta antologica in venti volumi "Tezuka Osamu The Best". Questo undicesimo volume presenta un'unica storia.

Un giornalista giapponese, a Pechino per lavoro, trova a terra uno strano fantoccio. Lo stesso giornalista, rientrato in Giappone, presso l'aeroporto di Haneda trova un identico fantoccio disteso sul suolo... Come è possibile? In quel momento il figlio del giornalista, Tetsuo Utsuki - detto Tetchin - sta vivendo una strana esperienza: tornando da scuola, si imbatte in una giovane donna distesa a terra, ferita e insanguinata. Tetsuo va a chiamare aiuto, ma quando ritorna sul luogo con un poliziotto la donna è sparita, e al suo posto non c'è altro che un fantoccio rotto. Tetsuo, stupito, lo porta a casa e lo ripara; durante la notte il fantoccio, sotto gli occhi stupefatti del ragazzo, si trasforma nella ragazza sparita. La donna dice di essere una "Grandoll" e, quel che è peggio, dice che anche Tetsuo è una Grandoll, un fantoccio!
E-Morivinarius - questo il nome della giovane - dichiara infatti che sia lei che Tetsuo sono in realtà dei fantocci, che in numero di milioni sono mescolati agli umani e indistinguibili all'apparenza da essi, ma fabbricati per uno scopo definito da una volontà aliena. Quando un non precisato "comando" sarà diffuso, tutte le Grandoll agiranno in massa come robot. La prova che Tetsuo è un fantoccio - continua la ragazza - è che lui - come tutte le Grandoll - non ha mai provato qualcosa che fosse veramente suo, ma si è sempre limitato a seguire la massa, come un robot. Tetsuo, sconvolto dalla rivelazione, è costretto a dormire da E-Morivinarius, e quando si risveglia il giorno dopo è convinto di avere sognato. Ma, recandosi a scuola, in metro vede proprio la ragazza, le si avvicina perciò facendo domande sulle Grandoll. Peccato che lei dica di non saperne niente, e anzi assicura di non avere mai visto Tetsuo prima d'ora.

Il ragazzo allora tira fuori dalla cartella il fantoccio ritrovato da suo padre, tornato a casa da poco: il fantoccio si muta improvvisamente in un cavallo gigante, che, uscito dalla metro, va a fare danni in città. La ragazza e Tetsuo trovano riparo e, seduti, lei lo convince definitivamente che si è sbagliato: la giovane non sa effettivamente nulla delle Grandoll. Tuttavia poi la stessa ragazza, quella stessa mattina, si fa avanti nella classe di Tetsuo come nuova arrivata! Il giovane ormai ne è sicuro: qualcosa sta tramando alle sue spalle, perciò la sua prima reazione non tarda a manifestarsi. Membro del consiglio della scuola, Tetsuo osa opporsi infatti al potente Sarumaru, membro del club di karate, andando incontro a una dura lezione. Sarumaru comincia a prenderlo di mira e ben presto Tetsuo diviene oggetto di bullismo a scuola. Ma il ragazzo ha ben compreso che per dimostrare a se stesso che non è un fantoccio deve lottare per trovare la sua voce... Deve diventare forte, per opporre resistenza il giorno che la minaccia aliena scaglierà il suo attacco.

Questo l'incipit di Grand Dolls, volume autoconclusivo raccolto nella fantastica antologia dell'Akata, Histoires pour tous, volume 11. Tale volume traduce appunto il volume autoconclusivo giapponese.

Nelle note a margine del volume - riproposte fedelmente dalla raccolta francese - Tezuka dice che per la prima volta in questa storia ha riflettuto su cosa significasse una vera invasione aliena. La serie televisiva americana Visitors ancora non era stata trasmessa in Giappone, perciò l'autore precisa che nulla di essa ha fornito ispirazione, mentre per l'idea della bambola che si trasforma in umana è debitore a L'invasione degli ultracorpi di Jack Finney. 
Quali che siano le fonti d'ispirazione, in ogni caso Grand Dolls ha un'anima originale perché il senso profondo della storia non opera tanto in ambito fantascientifico (gli alieni vs. gli umani), che pure è presente nell'elemento action della medesima, quanto invece a livello etico: chi non lotta per trovare la propria voce, anche ribellandosi al sistema per farlo, non è altro che un fantoccio e non appartiene alla vera umanità. 
Sicuramente è il dubbio del protagonista - essere o meno un fantoccio - il vero nucleo d'interesse dell'opera. Che significa essere umano? Che differenza c'è tra l'essere una bambola e l'essere vero, unico e autentico? E tu, sei proprio convinto di essere umano?

Tutte le immagini sono di proprietà di Tezuka Production © Tezuka Production